Questo 2020 è stato un anno in cui ho pedalato molto (poco meno di 2.000km), principalmente in balcone sui rulli, ho corso di più (poco più di 3.000km, mai corso così tanto in vita mia) e su qualsiasi superficie possibile, dall'asfalto alla neve, passando per gli alti sentieri di montagna, ho provato a fare allenamenti di forza (ma mi manca la voglia e la costanza di portarli avanti) e mi son dato pure allo scialpinismo perché mi mancava l'ennesima pratica sportiva in cui investire le mie risorse economiche.
Cosa succede quando sei a casa a lavorare in smartworking in un caldissimo martedì di giugno, guardi fuori dalla tua fortunata finestra e vedi il massiccio del Pordoi che ti fa furtivamente – ma neanche troppo – l’occhiolino? Cosa succede se hai una chat aperta su Whatsapp che si chiama “Trail” con altri quattro fuori
Se volete accompagnare questo post con una canzone, cliccate qui Questa mattina alle 5 la sveglia è suonata, ma ero sveglio già da qualche minuto. La voglia di correre finalmente liberi dopo due mesi passati attorno a 80 metri nel corsello dei box, girando come un criceto accanto a casa o a pedalare incastrato sul
Il problema della Maratona di New York è che inizia praticamente 8 mesi prima rispetto a quando effettivamente la correrai, la sera in cui ti confermano che sì, sei uno dei fortunati ad aver “vinto” il pettorale attraverso la lottery. Un parto. Poi scopri che la correrai con Matteo e allora tutto acquista un altro
Lavoravo quella sera, me lo ricorderò per tutta la vita, un San Valentino come un altro, chi si diverte e chi, per una volta, deve stare dalla parte di chi deve far divertire. La notizia mi è arrivata all’orecchio silenziosa, quasi falsa: “Pantani è morto”. No, dai, è una presa per il culo. Ho aspettato