Michele Sarzana

Di questo 2020 si potrebbero dire tantissime cose – principalmente negative -, ma uno degli aspetti positivi che ha aiutato a tirare avanti in una situazione non certo rosea è stato sicuramente lo sport.

È stato un anno in cui ho pedalato molto (poco meno di 2.000km), principalmente in balcone sui rulli, ho corso di più (poco più di 3.000km, mai corso così tanto in vita mia) e su qualsiasi superficie possibile, dall’asfalto alla neve, passando per gli alti sentieri di montagna, ho provato a fare allenamenti di forza (ma mi manca la voglia e la costanza di portarli avanti) e mi son dato pure allo scialpinismo perché mi mancava l’ennesima pratica sportiva in cui investire le mie risorse economiche.

In tutto questo penserete che sia dimagrito tantissimo. Ed effettivamente è così, ma non di certo per lo sport, ma per la dieta che mi sono imposto di fare appena prima del lockdown, così, per farmi del male.

Ma andiamo con ordine.

L’anno è iniziato con una corsetta sulla neve, una sciata sulla Marmolada e un sacco di programmi per i mesi a venire che piano piano si sono sbriciolati. Passare dai lunghi del weekend a essere rinchiusi in casa non è stato certamente facile…

Perché questo è stato un anno di programmi e di gare annullate: tra tutte la Maratona di Milano, a cui mi ero iscritto con mio fratello Filippo e a cui ho dedicato i primi 3 mesi dell’anno, e il mio solito Venice Night Trail, che si sarebbe tenuto la sera prima della maratona e a cui probabilmente avrei dovuto rinunciare lo stesso, ma tant’è, non c’è stato neanche bisogno di porsi il problema sul come affrontare la cosa.

Ma è stato soprattutto un anno che ricorderò per gli innumerevoli kilometri corsi nel corsello dei box con incluse due o tre (non ricordo) mezze maratone prima che i simpatici condomini si lamentassero con l’amministratore e introducessero il divieto di attività sportiva anche lì. Perché c’era bisogno di rompere i maroni anche su questo. Comunque se ve lo state chiedendo 21km diviso 80m di giro fanno 262,5 giri dei box. E in tutto questo ho pure avuto la rara fortuna di poter fare anche le ripetute in salita senza dover usare gli scalini del palazzo.

Il 2020 lo ricorderò sicuramente anche per le pedalate sul balcone sui rulli (credo di essere stato uno dei pochi che è riuscito a farsene arrivare un paio ordinandoli in tempi non sospetti) in compagnia dei ciclisti virtuali di Zwift. Ma nulla toglierà il piacere di una pedalata in compagnia, anche perché con la quantità di sudore prodotto in quelle settimane ci avrei potuto bagnare le piante per tutti i mesi estivi.

Poi c’è stato il lento riaprirsi dopo il primo lockdown, le corse in giro per una Milano insolitamente deserta e il prendere consapevolezza della fortuna che si ha a poter fare quello che ci piace, quando abbiamo voglia e senza nessun problema di salute.

Sono riprese le corse con i ragazzi e le ragazze di Runaway e sono iniziati i primissimi trail con Noppy, Filippo e Stefano, dai Corni di Canzo fino a non mi ricordo più dove ma dove sicuramente c’era tanta neve dove non pensavamo ce ne fosse (Lago dell’Inferno qualche dubbio avrebbe potuto farcelo venire).

Poi mi sono trasferito sul Lago di Garda e fatto qualche capatina sulle Dolomiti (sono arrivato in cima al Piz Boè. DUE VOLTE! Tanta gioia.) mentre nel frattempo scoprivo le gioie che può dare il possedere una Mountain Bike nuova di pacca (no, è usata, ma è come se). Di base è lo stesso effetto che mi ha fatto cominciare a correre i trail rispetto a correre sull’asfalto: una sensazione di libertà tutta nuova.

Non sono mancati anche momenti “no”: le mie costole hanno avuto il piacere di incontrare da vicino il terreno per ben due volte. La prima mentre pedalavo sul Sella Ronda sulla MTB e la seconda mentre scendevo dal Monte San Primo di corsa di notte. Un’esperienza che cercherei di evitare nel prossimo futuro e che mi ha costretto inevitabilmente a calare parecchio il ritmo dei miei allenamenti (poi di mezzo c’è stata una vacanza in Puglia e vabbè è stato più il tempo che ho dedicato al cibo e al vino che ad altro).

E infine a chiusura di un’estate di grandi esperienze, un fantastico trail sempre sui sentieri del Sella Ronda di cui ho già ampiamento scritto!

A pensarci bene è anche stato un anno di gare: sono riuscito a portare egregiamente a termine la 39k del Garda Trentino Trail in compagnia di Stefano appena sotto le 6h mentre Noppy portava a casa la gara lunga e sono riuscito a fare anche la “vertical” del Campo dei Fiori Trail (chissà se prima o poi avrò voglia di scriverne) e quindi di base non ci possiamo assolutamente lamentare. Tutte esperienze che mi fanno ben sperare al mio malsano desiderio di darmi alle ultra maratone in un futuro sperabilmente prossimo.

E infine di nuovo montagna e i primi esperimenti di scialpinismo (molto primi e molto brevi).

Cosa vorrei dal 2021? Più montagna, più gare, più amici. (Nel frattempo sono già misteriosamente iscritto alla staffetta del Tuscany Crossing e a una gara in Francia ad agosto che non ho ancora ben capito dove sia)